Disponibili i codici tributo per il versamento dell’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche

 

Istituiti i codici tributo ai fini del versamento delle somme dovute in caso di ritardato pagamento dell’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo (Agenzia Entrate – risoluzione n. 86/2019).

L’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo:
– “5467” denominato “Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – indennità di mora – articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014”;
– “5468” denominato “Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – interessi sul ritardato pagamento – articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014”.

In sede di compilazione del modello “F24 Accise”, i codici tributo devono essere esposti nella “Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando:
– nel campo “ente”, la lettera “M”;
– nel campo “provincia (prov.)”, la sigla della provincia di ubicazione del deposito del distributore;
– nel campo “codice identificativo”, nessun valore;
– nel campo “rateazione”, il valore “0101” oppure “0202”, nel caso in cui il versamento si riferisca, rispettivamente, all’imposta relativa ai primi quindici giorni del mese oppure dal giorno 16 alla fine del mese , nel formato “NNRR”;
– nei campi “mese” e “anno di riferimento”, rispettivamente, il mese e l’anno di immissione in consumo dei prodotti succedanei dei prodotti da fumo, nei formati “MM” e “AAAA”.

Manovra economica: il Governo ha varato il “decreto fiscale” e il disegno di “legge di Bilancio”

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso noto l’approvazione della manovra economico-finanziaria 2020, contenuta in due provvedimenti: il “decreto fiscale” e la “legge di bilancio”. Le misure adottate prevedono la cancellazione delle clausole IVA 2020, ma anche riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, lotta all’evasione, conferma dei sussidi APE Social e Opzione donna, incentivi per gli investimenti a tutela dell’ambiente, rifinanziamento degli incentivi “industria 4.0”, super e iper ammortamento, proroga detrazioni per interventi sugli edifici, rinnovo contratti pubblici (Comunicato stampa 16 ottobre 2019)

Le misure più urgenti sono contenute nel Decreto Fiscale, approvato nella forma di Decreto Legge, e saranno immediatamente applicabili con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le ulteriori disposizioni che completano la manovra economica sono contenute nel disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022, sottoposto al vaglio della Commissione Europea per le valutazioni di competenza, prima dell’approvazione da parte delle Camere.
I punti principali della manovra riguardano:

CANCELLAZIONE CLAUSOLA IVA 2020
Al fine di evitare un aumento delle imposte a carico dei consumatori, con ripercussioni sulla distribuzione e il commercio, gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta.

CUNEO FISCALE
Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime IRPEF per tutti i lavoratori dipendenti.

LOTTA ALL’EVASIONE
Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

PIANO CASHLESS
Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonché l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

FAMIGLIE
Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione.

SALUTE
Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità, a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.

PREVIDENZA E WELFARE
Si conferma il sussidio economico che accompagna alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta APE Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta “Opzione Donna”). Viene confermata anche l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito.

PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Per le politiche di sostegno alle persone diversamente abili vengono stanziate le risorse necessarie all’attuazione della delega in materia. Allo stesso tempo, nuove risorse sono previste in tre distinti fondi per la tutela del diritto al lavoro, per l’assistenza e per le esigenze di mobilità.

INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE
Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.

MEZZOGIORNO
Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.

IMPRESE E INNOVAZIONE
Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.

DETRAZIONI
Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il “bonus facciate”) per dare un nuovo volto alle nostre città.

RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI
Sono ampliati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.

Bibite alla spina: arrivano gli incentivi alla vendita

Contributi economici per gli esercizi di vicinato e medie strutture di vendita che si attrezzano per incentivare il consumo di prodotti sfusi o alla spina (art. 7, D.L. n. 111/2019).

Al fine di ridurre la produzione di rifiuti e contenere gli effetti climalteranti, agli esercenti commerciali di vicinato e di media struttura, che attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina, è riconosciuto, in via sperimentale, un contributo economico a fondo perduto pari alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di euro 5.000 ciascuno, corrisposto secondo l’ordine di presentazione delle domande ammissibili, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, sino ad esaurimento delle predette risorse e a condizione che il contenitore offerto dall’esercente non sia monouso.

Entro due mesi saranno definite le modalità per l’ottenimento del contributo nonché per la verifica dello svolgimento dell’attività di vendita per un periodo minimo di tre anni a pena di revoca del medesimo contributo.

Cessione del credito per detrazione interventi di riqualificazione energetica

L’Agenzia delle entrate con la risposta 15 ottobre 2019, n. 415 ha affermato che il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va individuato nel “rapporto che ha dato origine alla detrazione”, ciò allo scopo di evitare che le cessioni dei crediti in argomento si trasformino, di fatto, in strumenti finanziari negoziabili con il rischio di una riclassificazione degli stessi e conseguenti impatti negativi sui saldi di finanza pubblica.

A decorrere dal 1° gennaio 2017, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali che interessino l’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, nonché per quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media, i condòmini possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione (pari, rispettivamente, al 70 o al 75 per cento delle spese sostenute) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione del credito.
A decorrere dal 1° gennaio 2018, la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante per tutti gli interventi di riqualificazione energetica è stata estesa anche ad altri edifici, ivi compresi quelli effettuati sulle singole unità immobiliari.
In ordine ai soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito per “soggetti privati” cessionari devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.
La detrazione potrà essere ceduta, a titolo esemplificativo, nel caso di interventi condominiali, nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali ovvero, più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti a un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione, tuttavia, per i soggetti diversi dai cd. no tax area, degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.
Nel caso di lavori effettuati da un’impresa appartenente a un Consorzio oppure a una Rete di imprese, il credito corrispondente alla detrazione può essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al Consorzio o alla Rete.
Nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, quindi, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.
In sintesi, il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va individuato nel “rapporto che ha dato origine alla detrazione”, ciò allo scopo di evitare che le cessioni dei crediti in argomento si trasformino, di fatto, in strumenti finanziari negoziabili con il rischio di una riclassificazione degli stessi e conseguenti impatti negativi sui saldi di finanza pubblica.
Nell’ipotesi di soci ai quali la società ha imputato per trasparenza la detrazione derivante dalle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica non possono questi cedere alla società il credito corrispondente alla suddetta detrazione in quanto tale facoltà non è disciplinata dalla previsione normativa in argomento.
Laddove, dunque, venisse consentita tale possibilità di retrocedere il credito all’originario titolare della detrazione si realizzerebbe l’effetto di permettere al beneficiario stesso di optare, in alternativa alla detrazione, per la fruizione di un corrispondente credito d’imposta, facoltà non prevista dalla norma.

Agevolazioni per investimenti in “start up innovative” senza maggiorazione 2019

Con la Risposta all’interpello n. 410 dell’11 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in assenza dell’autorizzazione della Commissione Europea, non è possibile applicare le maggiorazioni delle agevolazioni fiscali previste per il 2019 in relazione agli investimenti in start up innovative.

Al fine di incentivare gli investimenti in start up innovative, regolarmente iscritte nella relativa sezione speciale del Registro delle Imprese, a partire dal 1° gennaio 2017, sono riconosciuti determinati benefici fiscali ai soggetti che investono nel capitale sociale di tali società, sia direttamente sia indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investono prevalentemente nelle predette start up innovative.
Gli incentivi fiscali consistono:
– per le persone fisiche, in una detrazione dall’imposta sul reddito (IRPEF) pari al 30 per cento dell’ammontare investito, per un conferimento massimo di 1 milione di euro;
– per le società di capitali, in una deduzione dall’ammontare imponibile a fini IRES pari al 30 per cento dell’investimento, con soglia fissata a 1,8 milioni di euro.
Per il solo anno 2019, tale agevolazioni fiscali sono state rafforzate, incrementando le aliquote:
– dal 30 al 40 per cento per i soggetti IRPEF e IRES che investono in start up innovative;
– dal 30 al 50 per cento per i soggetti IRES, diversi da start up innovative, che effettuano investimenti finalizzati all’acquisizione dell’intero capitale sociale di start up innovative, a condizione che sia mantenuto per almeno 3 anni.
L’applicazione delle maggiorazioni previste per il 2019, tuttavia, sono subordinate all’autorizzazione della Commissione Europea.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che allo stato attuale, non essendo intervenuta l’autorizzazione della Commissione europea, non sussistono le condizioni per poter dare applicazione alle agevolazioni maggiorate per l’anno 2019. Pertanto, restano applicabili nella misura e alle condizioni previste in origine.
La situazione non consente, altresì, la formulazione di un parere da parte dell’Agenzia delle Entrate riguardo all’ambito applicativo dei predetti benefici fiscali.