No all’iper ammortamento per la “locazione operativa” posta in essere da intermediari finanziari

Non si applica l’iper ammortamento all’intermediario finanziario che risulti titolare, nella veste di locatore, di un contratto denominato come “locazione operativa” di beni materiali strumentali in relazione al processo produttivo dell’impresa locataria. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Principio di diritto 28 gennaio 2020, n. 2).

L’iper ammortamento consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione fruibile, ai soli fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, dai soggetti che acquisiscono da terzi, in proprietà o in leasing, i beni materiali strumentali nuovi compresi nell’elenco dei “Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «industria 4.0»”. I beneficiari dell’agevolazione, quindi, sono i proprietari (nel caso di acquisto in proprietà) o i locatari finanziari (nel caso di acquisto tramite leasing finanziario).
Sono, invece, esclusi dal beneficio i beni utilizzati in base ad un contratto di locazione operativa o di noleggio. Per tali beni, la maggiorazione, al ricorrere dei requisiti previsti, potrà spettare all’impresa di noleggio o che effettua la locazione operativa, ma a condizione che il noleggio o la locazione operativa costituiscano oggetto dell’attività principale o tipica dell’impresa, vale a dire che il processo di produzione del servizio di noleggio o di locazione operativa costituisca, sia sul piano tecnico che organizzativo, l’attività o una delle attività abitualmente svolte dall’impresa.
Tale condizione, si osserva, appare del tutto coerente con le caratteristiche dell’iper ammortamento (ma analoghe considerazioni valgono ovviamente anche per il super ammortamento). La finalità dell’agevolazione, infatti, è proprio quella di incentivare l’effettuazione di investimenti in beni strumentali materiali direttamente utilizzati dall’impresa per lo svolgimento della sua attività ordinaria: nello specifico, l’attività industriale di prestazione di servizi di noleggio o di locazione operativa.
Da quanto precede si può rilevare che tutti i soggetti potenziali destinatari dell’agevolazione (proprietario, locatario finanziario, impresa svolgente attività di noleggio o locazione operativa) sono accomunati dal fatto di essere, sia sul piano economico-patrimoniale e sia sul piano organizzativo, i soggetti che effettuano gli investimenti sopportandone in senso proprio i rischi e fruendo al contempo dei benefici derivanti dall’esercizio delle attività industriali o commerciali nei cui processi i nuovi beni strumentali sono inseriti.
Conseguentemente, devono ritenersi esclusi dai potenziali destinatari dell’agevolazione i soggetti che, come gli intermediari finanziari, pongono in essere dei contratti pur denominati (impropriamente rispetto all’accezione rilevante ai fini delle agevolazioni in discorso) come contratti di “locazione operativa”, atteso che in tali schemi contrattuali la proprietà formale dei beni non si ricollega allo svolgimento di attività di noleggio o locazione operativa in senso proprio, ma alla sola funzione di garanzia a tutela del rischio di credito assunto dal locatore.

Ultimi chiarimenti sui Contratti di rete

Online gli ultimi chiarimenti sulla modalità semplificata di scioglimento e cancellazione dal Registro imprese di un contratto di rete rimasto senza retisti e sull’ammissibilità di un contratto di rete tra professionisti, puro e misto (Ministero Sviluppo Economico – pareri del 28 gennaio 2020, nn. 23320 e 23331).

L’intera norma sui contratti di rete, anche nella parte relativa alla gestione del contratto è impostata nella logica esclusiva della multilateralità: il contratto deve essere costituito da almeno due imprenditori.
Ne consegue che la presenza di almeno due retisti deve essere assicurata per l’intera vita del contratto, così come nel consorzio.
Qualora venga meno la pluralità dei retisti, il mero atto di accertamento da parte dell’unico retista superstite, è sufficiente ai fini della richiesta di cancellazione del contratto dal Registro imprese. È possibile quindi evadere la richiesta di cessazione di un contratto di rete sulla base della semplice comunicazione di cessazione del retista superstite, considerando la sopravvenuta mancanza di plurità di imprenditori.

Riguardo invece ai soggetti ammessi a costituire e partecipare ai contratti di rete, è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste.
Ne consegue che i professionisti, con esclusione delle imprese e dei piccoli imprenditori, possono costituire reti e partecipare a contratti di rete misti. Nello specifico, è prevista la possibilità creare reti pure di professionisti o reti miste, in cui ai professionisti possano affiancarsi le imprese.
In merito alla pubblicità del contratto, nel primo caso, risulta impossibile iscrivere il contratto di rete, sulla posizione di un soggetto che svolge attività professionale non iscritto al Registro imprese. In questa fase, è possibile, ai fini pubblicitari, la sola iscrizione dei contratti di rete misti, dotati di soggettività giuridica.

Esterometro: comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere

Entro il 31 gennaio 2020 deve essere inviata la comunicazione delle operazioni effettuate e ricevute con soggetti esteri, per le quali non sia stata emessa la bolletta doganale o la fattura elettronica via Sdì, cd. “Esterometro”.

Con riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute nel mese di Dicembre 2019, verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori IVA residenti devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate apposita comunicazione contenente le seguenti informazioni:
– i dati identificativi del cedente/prestatore;
– i dati identificativi del cessionario/committente;
– la data del documento comprovante l’operazione;
– la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
– il numero del documento;
– la base imponibile;
– l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.
La comunicazione è facoltativa per tutte le operazioni per le quali sia stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche tramite Sdì.
Per le sole fatture emesse, in alternativa alla comunicazione “esterometro”, è possibile trasmettere al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, in un file nel formato XML secondo le specifiche tecniche della fattura elettronica e compilando solo il campo “CodiceDestinatario” con il codice convenzionale “”0000000”.
A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le operazioni svolte con soggetti residenti e stabiliti nei comuni di Livigno e Campione d’Italia si considerano operazioni transfrontaliere e, pertanto, rientrano tra quelle per le quali va trasmessa la comunicazione “esterometro”. Tuttavia, poiché i soggetti residenti a Livigno e Campione d’Italia sono identificati con un codice fiscale, per le operazioni in argomento l’operatore IVA residente o stabilito in Italia può predisporre e inviare la fattura elettronica al Sdì valorizzando il campo del codice destinatario con il valore convenzionale “0000000” e fornire una copia (elettronica o analogica) al cliente di Livigno o di Campione d’Italia: in tal modo non sarà più necessario inviare i dati di tali fatture tramite la comunicazione “esterometro”.
La comunicazione deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite un intermediario incaricato, accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate “Fatture e corrispettivi”.
Per la compilazione della comunicazione è possibile utilizzare il software “Esterometro e Corrispettivi giornalieri”.
Sotto il profilo soggettivo sono esonerati dall’obbligo:
– i soggetti che applicano il “regime forfettario”;
– le associazioni sportive dilettantistiche che hanno esercitato l’opzione di cui agli artt. 1 e 2 della Legge n. 398 del 1991, e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

Registrazione degli atti privati con modello”F24″

Estensione dell’utilizzo del modello di versamento “F24” anche alle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti privati (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 27 gennaio 2020, n. 18379).

Per il versamento dei tributi e dei relativi interessi, sanzioni e accessori dovuti in relazione alla registrazione degli atti privati è utilizzato il modello di versamento “F24”.
L’utilizzo del modello di versamento “F24” decorre con riferimento agli atti presentati per la registrazione dal 2 marzo 2020.
Le disposizioni del provvedimento in oggetto si applicano a tutti gli atti privati soggetti a registrazione (in termine fisso, in caso d’uso o presentati volontariamente per la registrazione) sulla base di quanto previsto dal testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (DPR n. 131/1986).
Con risoluzione dell’Agenzia delle entrate saranno istituiti i codici tributo da utilizzare per i versamenti di cui sopra e sono impartite le istruzioni per la compilazione dei modelli di pagamento.
Restano ferme le modalità di versamento, tramite modello F24, già previste per le somme dovute in relazione alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili e alla registrazione degli atti costitutivi delle start-up innovative, nonché gli appositi codici tributo da utilizzare.
Periodo transitorio:
– per il versamento delle somme di cui sopra, fino al 31 agosto 2020 può essere utilizzato il modello F23, secondo le attuali modalità;
– a partire dal 1° settembre 2020 i suddetti versamenti sono effettuati esclusivamente con il modello F24.
I versamenti richiesti a seguito di atti emessi dagli uffici dell’Agenzia delle entrate sono effettuati esclusivamente con il tipo di modello di pagamento indicato nell’atto stesso.

Anche per il 2020 c’è il credito d’imposta per gli investimenti nelle regioni del centro/sud Italia

Prorogato fino al 31 dicembre 2020, il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti nelle regioni centrali colpite dagli eventi sismici e alle imprese che acquistano beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite del centro/sud Italia (art. 1, co. 218 e 319, L. n. 160/2019).

Il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020. Il precedente termine era fissato al 31 dicembre 2019.
Il credito viene sempre attribuito nella misura del 25% per le grandi imprese, del 35% per le medie imprese e del 45% per le piccole imprese.

Anche il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che invece acquistano beni strumentali nuovi, destinati alle strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020.