Confindustria e sindacati firmano il “Patto per il sud”

Firmato il ‘Patto per il Sud’ per rilanciare investimenti e creare opportunità di lavoro

Le parti condividono l’idea che il ritorno dell’Italia su uno stabile sentiero di crescita sia strettamente legato al rilancio economico e sociale del Mezzogiorno.
Cinque sono gli ambiti di intervento individuati. Si parte dal rilancio degli investimenti pubblici, per rafforzare la dotazione e la qualità delle infrastrutture meridionali, a partire da quelle di trasporto, logistica e mobilità e per la tutela dell’ambiente e l’assetto del territorio, e per il miglioramento dei servizi alle imprese (rifiuti, energia, banda larga…) e ai cittadini (innanzitutto salute e istruzione).
L’intesa sostiene la promozione di investimenti, pubblici e privati, orientati all’innovazione e alla sostenibilità, al potenziamento delle infrastrutture, alla competitività, all’inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini.
La strada prioritaria per il superamento dei divari e il contrasto alla povertà viene, infatti, individuata nello sviluppo economico e sociale e nella creazione di opportunità di lavoro di qualità.
Le parti, inoltre, indicano poi la sostenibilità, l’apertura internazionale e la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso strumenti come il Credito d’imposta per gli investimenti e la garanzia pubblica, e il potenziamento della relazione tra università ed impresa, per favorire trasferimento tecnologico e digitalizzazione dei processi produttivi.

Aggiornamento delle tabelle tipologiche per la comunicazione di infortunio

Il 4 novembre 2019 è previsto l’aggiornamento di tabelle tipologiche relative alla comunicazione di infortunio, alle denunce di infortunio, di malattia professionale e di silicosi/asbestosi, ai certificati medici di infortunio e ai patronati.

Nello specifico, l’aggiornamento di alcune tabelle di decodifica ricalcano le variazioni comunicate, nel corso dell’anno 2018/2019, da Istat, Poste italiane, Regioni per le Asl e Inail. Tali modifiche sono riportate in sintesi nel file “Variazioni Cap, Istat, Asl, sedi Inail.xlsx” e sono evidenziate, nel dettaglio, nelle singole tabelle “ISTAT-ASL.xlsx” e “Sedi Inail-CAP.xlsx” reperibili sul portale. Gli aggiornamenti riguardano:
– per “ISTAT-ASL”: le variazioni territoriali pubblicate da Istat dal 1° gennaio al 30 giugno 2019, oltre a qualcuna preesistente. In particolare sono stati istituiti nuovi codici Istat per 25 nuovi comuni e ne sono stati soppressi 59. Inoltre, 6 comuni soppressi sono stati aggregati a comuni già esistenti, sono state inserite 3 nuove descrizioni e sono stati corretti i comuni di Morra e La Morra nonché inserito il comune soppresso di PRADLEVE; le regioni per le Asl hanno determinato le seguenti variazioni: cambio di codice e denominazione Asl per un comune in provincia di Biella e per 29 comuni della provincia di Como; cambio di denominazione per tutte le Asl della Sardegna; correzione di refusi di codici Asl (di Gorizia e di Messina, di 2 comuni in provincia del sud Sardegna) e indicazioni per assegnare correttamente le Asl di Roma in base agli afferenti municipi;
– per “Sedi INAIL-CAP”: le variazioni pubblicate da Poste italiane (secondo aggiornamento 2018 e primo aggiornamento 2019) riguardano in totale 48 comuni, relativamente ai quali 7 variazioni sono già presenti nelle tabelle Inail, 17 devono essere ancora recepite e 24 riguardano nuovi comuni istituiti dal 1° gennaio 2019; Nuovo azzonamento di sedi Inail (Comunicato Inail 5/10/2019).

Licenziamento illegittimo e risarcimento, l’onere probatorio per detrarre l’aliunde perceptum

Nell’ipotesi di licenziamento dichiarato illegittimo e di conseguente risarcimento del danno al lavoratore, il datore di lavoro che invochi l’aliunde perceptum da detrarre al risarcimento dovuto, deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell’assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative (Corte di Cassazione, sentenza 11 ottobre 2019, n. 25677)

Una Corte di appello territoriale, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di prime cure, dopo aver escluso la fondatezza della domanda di accertamento di un lavoratore al superiore inquadramento e di pagamento delle conseguenti differenze retributive, aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimatogli a motivo che le sue condizioni fisiche non ne consentivano l’ulteriore impiego nelle mansioni svolte e che non vi era possibilità, data la completezza dell’organico, di assegnarlo ad altre equivalenti. Secondo la Corte, il datore di lavoro, pur essendone onerato, non aveva dato prova della impossibilità di ricollocazione del lavoratore in mansioni equivalenti o anche inferiori, neppure prospettate, essendo stato il lavoratore dichiarato inidoneo alla mansione specifica di fattorino addetto al recapito, ma non anche allo svolgimento di altre mansioni compatibili con le sue condizioni di salute.
Avverso detta sentenza propone così ricorso in Cassazione la società, lamentando che se l’onere della prova in materia di “repechage” è a carico del datore di lavoro, il lavoratore è comunque tenuto ad indicare possibili impieghi alternativi, in un’ottica di cooperazione secondo lealtà e buona fede. Altresì, la Corte avrebbe omesso di prendere in esame le eccezioni di aliunde perceptum e percipiendum e le relative istanze istruttorie.
Secondo la Suprema Corte il ricorso è in parte inammissibile, in parte infondato.
In particolare, la società ricorrente si duole di una illogica ricostruzione di fatto, in tema di ricollocazione del lavoratore, ma dietro lo schermo della denuncia di violazione o falsa applicazione di norme di diritto, essa, nella sostanza della censura, sollecita una rilettura e un diverso apprezzamento del materiale di prova acquisito al giudizio e, cioè, il compimento di un’attività giurisdizionale estranea alla funzione assegnata alla Corte di legittimità ed invece propria esclusivamente del Giudice di merito. Il motivo, poi, è comunque infondato laddove pone un obbligo/onere di collaborazione a carico del lavoratore, avente ad oggetto l’indicazione di possibili impieghi alternativi in azienda, dovendosi ribadire l’ormai consolidato orientamento, per il quale, in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l’allegazione e la prova dell’impossibilità di “repechage” del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili, essendo contraria agli ordinari principi processuali una divaricazione tra i suddetti oneri (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 5592/2016).
Inoltre, anche l’ulteriore motivo dedotto non può trovare accoglimento. Sempre secondo consolidato orientamento, in tema di licenziamento illegittimo, il datore di lavoro che invochi l’aliunde perceptum da detrarre dal risarcimento dovuto al lavoratore, deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell’assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative.

Contribuzione 3° trimestre 2019 al Fondo Arco

Indicate le modalità operative per la contribuzione al Fondo Arco relativamente al 3° trimestre 2019

Al fine di facilitarvi negli adempimenti relativi alla prossima scadenza contributiva del 21/10/2019, il Fondo illustra la regolamentazione e le modalità operative da seguire.

Le aliquote contributive sono le seguenti:
– CCNL LATERIZI E MANUFATTI IN CEMENTO INDUSTRIA (ANDIL, ASSOBETON) e PMI (ANIEM, ANIER/CONFIMI IMPRESA): a decorrere dal 01/03/2019 la contribuzione del 1,70% a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,50% la contribuzione a carico dell’iscritto.
– CCNL LEGNO INDUSTRIA (FEDERLEGNOARREDO) e PMI (UNITAL-Confapi): a decorrere dal 01/01/2019 la contribuzione è del 2,10% a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.

Al fine del corretto abbinamento dei contributi è necessario che il bonifico sia effettuato dalle aziende entro e non oltre il 21/10/2019 sul seguente conto corrente:
Codice IBAN: IT25Z0500001600CC0017629800
Il BIC code è: CIPBITMMXXX
Presso: DEPObank – BANCA DEPOSITARIA ITALIANA (ex NEXI S.p.A.), Via Anna Maria Mozzoni, 1.1 – 20152 Milano MI
Intestato a: Fondo Pensione ARCO
Nello spazio riservato alla causale del versamento (o per le eventuali informazioni) dovrà essere obbligatoriamente inserita la seguente codifica:
Codice fiscale azienda (11 caratteri) spazio
Ragione sociale azienda (massimo 40 caratteri) spazio
AAAATT (anno e trimestre di competenza dei contributi)

Il ritardo del bonifico e/o nell’invio della distinta di contribuzione, ovvero le differenze tra l’importo dei bonifici e delle distinte, comportano l’impossibilità per il Fondo di riconciliare i versamenti e quindi di attribuirli sulle singole posizioni dei soci. Conseguentemente il lavoratore associato subisce un danno economico, derivante dalla mancata attribuzione nei tempi previsti dei contributi e delle relative rivalutazioni. Inoltre, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, non è possibile liquidare all’aderente o trasferire ad altro Fondo Pensione il patrimonio maturato.
In caso di mancato o ritardato versamento delle contribuzioni. l‘azienda è tenuta a versare al Fondo delle sanzioni.

FONDO SANITARIO FASDA: in scadenza il termine per iscrivere i familiari dei lavoratori

Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa FASDA, comunica che sta per scadere il termine entro il quale è possibile iscrivere i familiari dei lavoratori

FASDA, il Fondo integrativo di Assistenza Sanitaria per i dipendenti dei Servizi Ambientali e Funerari, le cui aziende applicano il CCNL Assoambiente o il CCNL Utilitalia, informa i lavoratori del settore che il 31/10/2019 scade il termine per iscrivere anche i familiari.
La copertura sanitaria per i familiari decorre dal 1° ottobre 2019 al 31 dicembre 2020, e si realizza attraverso la proposta e la scelta di due opzioni: il Piano BASE oppure il Piano PLUS che, a differenza del primo, propone un’offerta ancora più ampia con prestazioni sanitarie specifiche e innovative.

PIANO BASE
– Ricoveri per grandi interventi chirurgici
– Ospedalizzazione domiciliare
– Visite specialistiche e accertamenti di alta diagnostica (risonanza, TAC, ecc.)
– Pacchetto maternità
– Trattamenti fisioterapici
– Stati di non autosufficienza
– Ticket per accertamenti diagnostici
– Diagnosi comparativa
– Igiene orale
– E molto altro
A partire dal 2° anno di iscrizione anche cure odontoiatriche.
PER FIGLI MINORI DI 20 ANNI:
– Visita dietologica, pediatrica, otorinolaringoiatrica, endocrinologica
– Protesi ortopediche e acustiche
– Protocollo ortodontico a partire dal 2° anno di iscrizione
– E molto altro
Importo Contributo
– CONIUGE/CONVIVENTE E OGNI FIGLIO DAI 20 ANNI: 235,00 € / anno
– OGNI FIGLIO DA 0 A 19 ANNI: 135,00 € / anno

PIANO PLUS
In aggiunta alle garanzie del Piano BASE
– Ampliamento degli elenchi dei grandi interventi chirurgici
– Ampliamento delle prestazioni dell’alta specializzazione e del pacchetto prevenzione
– Interventi per correzione dei difetti visivi
– Lenti e occhiali
– E molto altro
PER FIGLI MINORI DI 20 ANNI:
– Visita dietologica, pediatrica, otorinolaringoiatrica, endocrinologica
– Protesi ortopediche e acustiche
– Protocollo ortodontico a partire dal 2° anno di iscrizione
– E molto altro
Importo Contributo
– CONIUGE/CONVIVENTE E OGNI FIGLIO DAI 20 ANNI: 335,00 € / anno
– OGNI FIGLIO DA 0 A 19 ANNI: 135,00 € / anno