CCNL Dirigenti Area Sanità: Retribuzione di posizione

Dall’1/1/2020 ai Dirigenti dell’Area Sanità, verrà corrisposta la retribuzione di posizione correlata all’incarico svolto, che assorbe il valori della R.P.U.

Il nuovo CCNL 19/12/2019 per la Dirigenza dell’Area Sanità ha previsto a decorrere dall’1/1/2020 una nuova disciplina della retribuzione di posizione correlata alla tipologia di incarico conferita al dirigente. A tale proposito, infatti gli incarichi si dividono in due categorie: incarichi gestionali o di direzione e incarichi professionali.
Ad ogni dirigente è riconosciuta una retribuzione di posizione, che fa parte della retribuzione. Essa è fissa e ricorrente ed è corrisposta, con oneri a carico del “Fondo per la retribuzione degli incarichi”, per tredici mensilità.
La retribuzione di posizione si compone di una parte fissa – coincidente con il suo valore minimo – e di una parte variabile, che insieme rappresentano il valore complessivo d’incarico.
A decorrere dall’1/1/2020, i valori annui lordi complessivi per tredici mensilità della retribuzione di posizione parte fissa sono ridefiniti come nelle seguenti tabelle:

Tipologia di incarico gestionale

Valore in Euro annui lordi per 13 mesi

Incarico di direzione di struttura complessa (art. 18, comma 1, par. I, lett. a) – Area chirurgica 18.000,00
– Area medica

– Dirigenza sanitaria

– Dirigenza professioni sanitarie

17.000,00
– Area territorio

– Dirigenza veterinaria

16.000,00
Incarico di direzione di struttura semplice a valenza dipartimentale o distrettuale (art. 18, comma 1, par. I, lett. b) 12.500,00
Incarico di direzione di struttura semplice quale articolazione interna di struttura complessa (art. 18, comma 1, par. I, lett. c) 11.000,00

Tipologia di incarico professionale

Valore in Euro annui lordi per 13 mesi

Incarico di altissima professionalità (art. 18, comma 1, par. II, lett. a) A valenza dipartimentale(art. 18, comma 1, par. II, lett. a1) 12.500,00
Articolazione interna di struttura complessa (art. 18, comma 1, par. II, lett. a2) 11.000,00
Incarico professionale di alta specializzazione (art. 18, comma 1, par. II, lett. b) 6.500,00
Incarico professionale, di consulenza, di studio e di ricerca, ispettivi, di verifica e di controllo (art. 18, comma 1, par. II, lett. c) 5.500,00
Incarico professionale di base (art. 18, comma 1, par. II, lett. d) 1.500,00

I valori di retribuzione di posizione parte fissa di sopra, assorbono e ricomprendono, i valori in godimento, da parte di ciascun titolare di incarico, della retribuzione minima contrattuale unificata e della differenza sui minimi, le quali cessano pertanto di essere corrisposte, con la medesima decorrenza dell’1/1/2020.
La complessiva retribuzione di posizione – intesa come somma della parte fissa e della parte variabile – è definita entro i valori massimi annui lordi per tredici mensilità di cui alla seguente tabella:

Tipologia di incarico

Valore in Euro annui lordi per 13 mesi

Incarico di direzione di struttura complessa (art. 18, comma 1, par. I, lett. a)  50.000,00
Incarico di direzione di struttura semplice a valenza dipartimentale o distrettuale (art. 18, comma 1, par. I, lett. b)  42.000,00
Incarico di direzione di struttura semplice quale articolazione interna di struttura complessa(art. 18, comma 1, par. I, lett. c)  42.000,00
Incarico ad altissima professionalità (art. 18, comma 1, par. II, lett. a)  42.000,00
Incarico professionale di alta specializzazione (art. 18, comma 1, par. II, lett. b)  42.000,00
Incarico professionale, di consulenza, di studio e di ricerca, ispettivi, di verifica e di controllo (art. 18, comma 1, par. II, lett. c)  30.000,00
Incarico professionale di base (art. 18, comma 1, par. II, lett. d) 30.000,00

La retribuzione di posizione complessiva è attribuita sulla base della graduazione delle funzioni definita in sede aziendale, tenendo conto delle articolazioni aziendali individuate dalle leggi regionali di organizzazione e degli eventuali atti d’indirizzo e coordinamento del Ministero della salute.

Uso di attrezzature di lavoro che richiedono conoscenze particolari: sanzioni

In seguito alle modifiche introdotte dal d. lgs. n. 151/2015, è vietato l’utilizzo di qualsiasi attrezzatura di lavoro, per la quale è prevista una specifica abilitazione, da parte di qualsiasi “operatore”, compreso il datore di lavoro che ne sia privo. Tuttavia – sulla base del principio di tipicità che regola il sistema penale – si ritiene che l’ambito di operatività dell’art. 87, co. 2, lett. c), del d.lgs. n. 81/2008 debba essere circoscritto alle fattispecie in esso previste, pertanto le relative sanzioni non possono essere applicate qualora tali attrezzature siano utilizzate dal datore di lavoro (Interpello Ministero lavoro n. 1/2020).

L’art. 69, co. 1, lett. e) D. Lgs 81/08 definisce operatore il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro o il datore di lavoro che ne fa uso.
L’art. 71, co. 7, lett. a) del medesimo Decreto prevede che qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché l’uso dell’attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori che abbiano ricevuto informazione, formazione ed addestramento adeguati in merito. Tale formazione, in relazione a quanto disposto dall’art. 73, comma 4, consente l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.
L’articolo 87 del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, al comma 2, lettera c) stabilisce che il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la pena dell’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.740 a 7.014,40 euro per la violazione dell’articolo 71, commi 1, 2, 4, 7 e 8.
Il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 ha modificato il citato articolo 69, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, inserendo nella definizione di “operatore” anche il datore di lavoro che precedentemente ne era escluso. Dal combinato disposto delle predette norme si evince la previsione di sanzioni penali a carico del datore di lavoro e del dirigente unicamente nel caso in cui gli stessi abbiano incaricato all’uso di attrezzature di lavoro, che richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari, “lavoratori” che non abbiano ricevuto “una informazione, formazione ed addestramento adeguati”.
Pertanto, a far data dall’entrata in vigore del citato decreto legislativo n. 151/2015, è vietato l’utilizzo di qualsiasi attrezzatura di lavoro, per la quale è prevista una specifica abilitazione, da parte di qualsiasi “operatore”, compreso il datore di lavoro che ne sia privo. Tuttavia, fatta salva l’applicazione alle singole fattispecie concrete di diverse disposizioni sanzionatorie previste dalla normativa vigente, la Commissione ritiene – sulla base del principio di tipicità che regola il sistema penale – che l’ambito di operatività del sopra citato articolo 87, comma 2, lettera c), del d.lgs. n. 81/2008 debba essere circoscritto alle fattispecie in esso previste, pertanto le relative sanzioni non possono essere applicate qualora tali attrezzature siano utilizzate dal datore di lavoro.

Nuovi servizi nel piano sanitario 2020 del Fondo Est

Dal mese si gennaio si arricchisce il Piano Sanitario del Fondo Est

Il Fondo Est è il fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti a cui vengono applicati i seguenti contratti nazionali di lavoro:
•Terziario, distribuzione e servizi;
•Distribuzione moderna organizzata;
•Pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo;
•Imprese di viaggi e turismo;
•Impianti sportivi e attività sportive profit e no profit;
•Autoscuole;
•Imprese attività funebre;
•Aziende farmaceutiche speciali;
•Aziende ortofrutticole e agrumarie
Dal 1° gennaio 2020 il Fondo arricchisce il proprio Piano Sanitario nelle seguenti misure:
•Aumenta la copertura per l’implantologia
•Aumentano le voci di diagnostica, in particolar modo le ecografie
•Viene dedicato un massimale d’area di 6.000 € a Radioterapia, Chemioterapia e Dialisi

Lavoratori operanti in Paesi extra UE non convenzionati, il calcolo dei premi assicurativi

L’Inail, con circolare n. 3 del 29 gennaio 2020, fornisce le istruzioni per il calcolo del premio assicurativo sulla base delle retribuzioni convenzionali fissate annualmente (D.M. 11 dicembre 2019, per l’anno 2020), nel caso di lavoratori operanti in Paesi extra UE non convenzionati, neppure parzialmente.

La tutela dei lavoratori operanti all’estero in Paesi extracomunitari con i quali non sono in vigore Accordi di sicurezza sociale (D.L. n. 317/1987, conv. in L. n. 398/1987) è attuata mediante il pagamento di un premio assicurativo calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali fissate annualmente con apposito decreto (D.M. 11 dicembre 2019, per l’anno 2020). La normativa, pur riferendosi ai soli lavoratori italiani, va applicata anche ai lavoratori cittadini comunitari e ai quelli extracomunitari che lavorano e sono assicurati in Italia in base alla legislazione nazionale e inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario. Tenuto conto della specialità della normativa, dette retribuzioni convenzionali si applicano anche per il calcolo dei premi da corrispondere per le qualifiche dell’area dirigenziale, in deroga alla norma generale che dispone quale retribuzione valevole ai fini contributivi e risarcitivi, il massimale di rendita (art. 4, co. 1, D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38). Trattandosi di retribuzioni convenzionali riferite a lavoratori che svolgono attività lavorativa subordinata, sono escluse da tale ambito altre tipologie di rapporto di lavoro. Pertanto, in caso di collaborazioni coordinate e continuative rese in un Paese extracomunitario non convenzionato, il premio assicurativo dovuto per i lavoratori impegnati in tali collaborazioni è calcolato sulla base dei compensi effettivamente percepiti dal collaboratore, nel rispetto del minimale e massimale di rendita erogate dall’Inail (art. 5, D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38).
Le retribuzioni convenzionali valgono per i lavoratori operanti nei Paesi extracomunitari diversi da quelli con i quali sono in vigore accordi di sicurezza sociale, anche parziali. Ai fini assicurativi Inail, pertanto, sono esclusi dall’ambito di applicazione di detto regime:
– gli Stati membri dell’Unione Europea;
– gli Stati extra UE ai quali si applichi comunque la normativa comunitaria (Svizzera e Paesi dello Spazio economico europeo: Liechtenstein, Norvegia, Islanda);
– gli Stati con i quali sono state stipulate convenzioni di sicurezza sociale, ovvero: Argentina, Australia (Stato del Victoria), Brasile, Canada (Intesa amministrativa stipulata con la provincia dell’Ontario e Accordo di collaborazione con la provincia del Quebec), Capoverde, Isole del Canale (Jersey, Guersney, Aldernay, Herm, Jetou), ex Jugoslavia (Repubbliche di Bosnia Erzegovina, Macedonia, Serbia, Montenegro, Kosovo), Principato di Monaco, San Marino, Santa Sede, Tunisia, Turchia, Uruguay, Venezuela.
Le retribuzioni convenzionali mensili fissate nel decreto sono frazionabili in 26 giornate nei casi di assunzioni, risoluzioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da o per l’estero, intervenuti nel corso del mese. Al di fuori di dette ipotesi, le retribuzioni convenzionali mensili non sono frazionabili.
Il calcolo dei premi è effettuato sulla base delle retribuzioni convenzionali fissate per ciascun settore. In particolare, per i lavoratori per i quali sono previste fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile da assoggettare a contribuzione è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente alla qualifica del lavoratore interessato e alla sua posizione nell’ambito della qualifica stessa. Per retribuzione nazionale si intende il trattamento economico mensile, cioè il trattamento previsto dal contratto collettivo nazionale della categoria diviso per 12, comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo fra le parti, con esclusione dell’indennità estero.
A tali retribuzioni devono essere ragguagliate le prestazioni, secondo i criteri vigenti.

Novità del Piano Sanitario CADIPROF

Dall’1/1/2020 sono previste nuove prestazioni nel Piano Sanitario CADIPROF.

Nello specifico dall’1/1/2020 nel Piano Sanitario CADIPROF, per i lavoratori degli Studi Professionali, viene reintrodotta la visita specialistica di cardiologia in abbinamento all’elettrocardiogramma nell’ambito dei check-up di prevenzione cardio vascolare.
Gli assistiti potranno inoltre svolgere annualmente tutti gli esami ematochimici di base (analisi del sangue e delle urine), mentre rimangono a cadenza biennale i check-up oncologici e cardiovascolari.
Nell’ambito delle Ecografie, viene inoltre introdotta l’ecografia della tiroide (che va ad aggiungersi all’ecocolordoppler della tiroide, già precedentemente coperto).
Sempre con decorrenza 1/1/2020, esce dal novero degli esami previsti dai check-up di prevenzione, il dosaggio di omocisteina, in linea con le più recenti raccomandazioni medico scientifiche.