È possibile conservare i benefici fiscali sulla prima casa

In seguito alla vendita di un immobile comprato con le agevolazioni fiscali sulla prima casa, per il mantenimento delle agevolazioni stesse, il contribuente entro il successivo anno deve procedere all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale (Corte di cassazione – sentenza n. 22944/2013)

La Corte di cassazione chiarisce che l’agevolazione per l’acquisto della prima casa è volta ad incentivare l’acquisto di un’unità immobiliare da destinare ad abitazione dell’acquirente nel Comune di residenza o (se diverso) in quello ove lo stesso svolge la propria attività lavorativa, ed è subordinata:
– al mancato possesso di altro immobile idoneo ad essere destinato a tale uso;
– all’assunzione dell’impegno, mediante dichiarazione formale resa nell’atto di compravendita, di risiedere o voler stabilire la propria residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile acquistato.

Pertanto, in seguito alla vendita di un immobile comprato con le agevolazioni fiscali, per conservare i benefici fiscali sulla prima casa è insufficiente la dichiarazione di volontà, al momento dell’acquisto, di destinare l’immobile ad abitazione entro i termini previsti dalla legge. A ciò deve seguire il trasferimento nell’appartamento.
La dichiarazione di volontà non costituisce una mera dichiarazione di intenti ma comporta l’assunzione di un vero e proprio obbligo verso il fisco, ovvero quello di adibire la casa acquistata a propria abitazione principale.
Pertanto, l’agevolazione fiscale attinente l’imposta di registro concessa al momento della registrazione dell’atto può essere conservata solo se il contribuente realizzi l’intento dichiarato entro il termine triennale di decadenza fissato per l’esercizio del potere di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Qualora la manifestazione di volontà sia decaduta per scadenza dei termini, l’amministrazione procede alla revoca del beneficio sia nel caso di vendita infraquinquennale seguita dall’acquisto di altra abitazione entro l’anno sia nel caso di mancato trasferimento della residenza nel comune entro i diciotto mesi dalla registrazione dell’atto.

Ultimo giorno per il 730 situazioni particolari e integrativo

È oggi, l’ultimo giorno di trasmissione all’Agenzia delle entrate, da parte dei Caf e dei professionisti abilitati, del modello 730 situazioni particolari lavoratori cessati. Entro oggi, anche il contribuente deve presentare il modello 730 integrativo (art. 14, D.M., n. 164/1999; art. 51-bis, D.L. n. 69/2013; Agenzia Entrate – circolare n. 28/E del 2013).

Il modello 730 situazioni particolari viene utilizzato dai contribuenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati nel 2012 ma che hanno cessato il rapporto di lavoro senza trovare un nuovo impiego ovvero sono senza un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio. Pertanto, i contribuenti possono adempiere agli obblighi di dichiarazione dei redditi presentando l’apposito modello 730 e la relativa scheda ai fini della destinazione del 5 e 8 per mille.
Per il contribuente, l’obbligo di presentazione del modello al Caf o al professionista abilitato è scattato dal 2 al 30 settembre 2013 mentre, per lo stesso Caf o professionista incaricato è oggi l’ultimo giorno per la trasmissione telematica del modello all’Agenzia delle Entrate.

Sempre entro oggi, il contribuente deve presentare il modello 730 integrativo ad un Caf o ad un professionista abilitato, qualora dall’elaborazione della presentazione del modello 730 siano riscontrati errori che non incidono sulla determinazione dell’imposta ovvero, la cui correzione determina a favore del contribuente un rimborso o un minor debito.

Studi Professionali: accordo per il sostegno al reddito

Firmato, il 22/10/2013, tra Confprofessioni e Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, l’accordo che disciplina una serie di strumenti integrativi a tutela del reddito dei lavoratori finora esclusi da un sistema di ammortizzatori sociali a regime.

 

La materia verrà poi specificatamente disciplinata tramite un apposito regolamento a seguito del rinnovo del Ccnl degli studi professionali scaduto il 30 settembre scorso, al fine di fornire tutele strutturali ai lavoratori.
Pertanto, in base alla citata intesa, i dipendenti degli studi professionali potranno beneficiare di alcune misure di sostegno al reddito, senza alcun ulteriore aggravio a carico dei datori di lavoro e tramite l’utilizzo delle risorse accantonate dal sistema della bilateralità di settore composto dai tre organismi paritetici:
– Fondoprofessioni (il fondo interprofessionale per la formazione continua);
– Cadiprof (la Cassa di assistenza sanitaria integrativa);
– Ebipro (l’ente bilaterale nazionale).

Dunque, le parti hanno avviato per il triennio 2013 -2015 un sistema sperimentale di prestazioni integrative al reddito per i casi di sospensione dell’attività lavorativa, di crisi aziendale e per i lavoratori ai quali si applicano i contratti di solidarietà difensivi (ai quali verrà erogato un anticipo del contributo ministeriale pari al 50% della retribuzione lorda persa).
I lavoratori potranno:
– accedere ai percorsi di riqualificazione di Fondoprofessioni;
– beneficiare della continuità della copertura sanitaria e sociale erogata dalla cassa sanitaria del settore Cadiprof;
– beneficiare degli interventi di politiche attive del lavoro definiti da Ebipro.
L’intesa specifica che tali prestazioni saranno erogate alle strutture che applicano integralmente il contratto nazionale degli studi professionali ed in regola con i versamenti alla bilateralità da almeno 18 mesi dalla richiesta di intervento.

Inoltre, in merito all’erogazione dell’elemento di garanzia retributiva, la corretta interpretazione da dare all’accordo del 22/10/2013 è che solo per le Regioni dove è stata presentata la piattaforma contrattuale integrativa (ovvero Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto) la proroga del termine per la contrattazione di II livello e lo slittamento dell’elemento economico di garanzia hanno valore. Diversamente, per tutte le altre Regioni non dovrà essere corrisposta alcuna una tantum.

Imprese con immobili rivalutati, nessuna sanzione per gli errati pagamenti

24 ottobre 2013 L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 70/E del 2013 ha fornito chiarimenti a coloro che hanno commesso errori nel calcolo del tasso d’interesse e nelle modalità di versamento delle imposte sostitutive sui beni immobili delle imprese che non adottano i principi contabili internazionali.

Tasso d’interesse
L’Agenzia non prevede alcuna sanzione per chi, in caso di versamento rateale delle imposte sostitutive, ha calcolato sulla seconda e terza rata il tasso d’interesse legale dell’anno in cui ha effettuato il versamento, invece, di quello fisso, stabilito al 3 % dall’articolo 15, comma 22, del Dl n. 185/2008; in quanto applicando il principio del legittimo affidamento riconosce la buona fede dei contribuenti che hanno applicato un diverso tasso d’interesse.

Modalità di versamento
Le imposte sostitutive relative alla rivalutazione di beni immobili potevano essere versate in un’unica soluzione oppure in tre rate annuali; al riguardo l’Agenzia chiarisce che non vi è alcuna sanzione per le imprese che hanno versato la quota annuale dell’imposta sostitutiva a rate, facendo erroneamente riferimento all’articolo 20 del Dl n. 241/1997, che regola esclusivamente i pagamenti rateali a titolo di saldo e acconto delle imposte dovute in base alle dichiarazioni.

STUDI PROFESSIONALI: proroga del termine per l’erogazione dell’Elemento Economico di Garanzia

Firmato, il 22/10/2013, tra Confprofessioni e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, l’accordo per sospendere per sette mesi l’applicazione dell’art. 8/Ter del CCNL Studi professionali del 29/11/2011, relativo all’erogazione dell’elemento Economico di Garanzia per le regioni che abbiano già presentato una piattaforma per sottoscrizione dell’accordo di secondo livello.

 

Si ricorda che l’art. 8/ter del CCNL stabilisce che:
Qualora nonostante la presentazione di una piattaforma integrativa ai sensi delle disposizioni del CCNL Studi Professionali che regolano la materia non venga definito un accordo entro il 30/9/2013, il datore di lavoro erogherà, con la retribuzione del mese di ottobre 2013, ai lavoratori in forza da almeno 6 mesi alla data dell’1/10/2013, i seguenti importi “una tantum”:

Q, 1,2 100,00
3S, 3 90,00
4S, 4, 5 80,00

 

Tale erogazione non è utile ai fini del calcolo di nessun istituto di legge o contrattuale, in quanto le parti ne hanno definito l’ammontare in senso onnicomprensivo, tenendo conto di qualsiasi incidenza, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.
L’elemento economico di garanzia è riproporzionato per i rapporti di lavoro a tempo parziale.

L’erogazione può essere assorbita da elementi retributivi già concessi a titolo di acconto su futuri aumenti contrattuali.

In occasione del successivo rinnovo del CCNL per i dipendenti degli Studi Professionali, le parti valuteranno gli esiti della prima applicazione del premio, al fine di concordare eventuali correttivi”.

Viene ora precisato che, fermo restando l’erogazione di tale importo nel mese di ottobre per le Regioni che non hanno presentato la piattaforma di rinnovo, per quelle invece che la hanno presentata, viene spostato di sette mesi (dal 30/9/2013 al 30/4/2014 ) il termine per poter definire l’accordo, al fine di istituire un accordo regionale entro il mese di marzo 2014. Dunque, per le suddette Regioni, solo da tale data in poi, nel caso in cui non si avesse comunque un accordo, si dovrà procedere all’erogazione del suddetto elemento economico di garanzia.

Considerato che le parti hanno avviato, in più regioni le trattative per la definizione di intese territoriali sulla base delle piattaforme presentate entro marzo 2013, cosi come stabilito all’art. 8 ter del CCNL, ma non sono stati ancora sottoscritti contratti di secondo livello, l’intento è quello di giungere in tempi brevi alla definizione di tali intese.
Inoltre, la decisione di sospendere l’erogazione dell’E.E.G. è stata dettata anche in vista della concomitanza delle trattative regionali con l’apertura della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL scaduto lo scorso 30 settembre, le quali dovrebbero concludersi entro pochi mesi.