Deducibili i contributi a consorzi obbligatori su immobili soggetti a Imu

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 44/E del 4 luglio 2013, ha chiarito che i contributi versati a consorzi obbligatori, relativamente a un immobile soggetto a Imu, sono deducibili dal proprio reddito complessivo, a condizione che l’importo del versamento non sia stato già considerato nella determinazione della rendita catastale.

L’imposta municipale propria sostituisce l’IRPEF per gli immobili non locati e non affittati. Questi ultimi sono comunque produttivi di reddito e la non concorrenza al reddito complessivo IRPEF deriva dall’assoggettamento obbligatorio dell’immobile all’IMU, sostitutiva dell’IRPEF, la cui base imponibile:
– deriva dalla rendita catastale, analogamente al reddito fondiario;
– non dà rilevanza (nella forma di deduzioni, detrazioni, o aliquote agevolate) al contributo obbligatorio.
Inoltre, l’IMU non è deducibile dall’IRPEF e, quindi, non è ipotizzabile una deduzione “indiretta” del contributo al consorzio obbligatorio per legge.
Si ritiene, dunque, che i contributi obbligatori sono deducibili dal reddito complessivo nei casi in cui, in assenza dell’Imu, i redditi degli immobili su cui gravano i contributi concorrono al reddito complessivo e sempre che il contributo obbligatorio non sia stato già considerato nella determinazione della rendita catastale.
Diverse sono invece le conclusioni nell’ipotesi in cui la non concorrenza al reddito complessivo derivi dall’assoggettamento del reddito derivante dall’immobile locato alla cedolare secca (articolo 3 del D.Lgs. n. 23/2011). Infatti, tale regime, pur essendo sostitutivo dell’Irpef, è comunque un regime di tassazione non obbligatorio, bensì meramente opzionale, e consente, quindi, al contribuente di comparare la convenienza del regime sostitutivo in parola rispetto a quello ordinario, che permette di fruire della citata deduzione.

Online il controllo della regolarità contributiva

L’INPS, con messaggio 17 luglio 2013, n. 11512, ha comunicato che dal prossimo 22 luglio p.v., i soggetti responsabili dell’adempimento contributivo (titolari/legali rappresentanti), ovvero i loro delegati o intermediari, a ciò appositamente autorizzati possono verificare direttamente online la propria regolarità contributiva.

I predetti soggetti, in possesso di PIN abilitato ai servizi Inps, possono accedere al servizio seguendo il seguente percorso sul sito www.inps.it: Servizi on line – per tipologia di utente – Aziende, consulenti e professionisti.
Le informazioni sulla regolarità contributiva, in base al codice fiscale del contribuente, forniscono il risultato della lettura degli archivi delle Gestioni lavoratori dipendenti, Lavoratori autonomi Artigiani e Commercianti e Committenti di co.co.co. e/o co.co.pro e consentono al richiedente l’immediata conoscenza della propria situazione di regolarità/irregolarità contributiva nei confronti dell’Inps.
Il controllo viene effettuato anche con riferimento ai crediti affidati per il recupero gli Agenti della Riscossione.
Inoltre, si fa presente che, in materia di Durc, il Ministero dell’economia e delle finanze, con decreto 13 marzo 2013, pubblicato nella G.U. 16 luglio 2013, n. 165, disciplina le modalità di rilascio e di utilizzazione dello stesso anche in presenza di una certificazione che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle amministrazioni statali, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del soggetto titolare dei crediti certificati.

Tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura

L’Inail, confermando istruzioni già impartite, ridefinisce l’ambito applicativo della tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura, distinguendo fra gli infortuni occorsi ai coltivatori diretti durante attività imprenditoriali e quelli occorsi durante le attività svolte unicamente per il soddisfacimento di esigenze personali e familiari.

 

La tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura non comprende qualsiasi attività umana anche solo occasionalmente ed indirettamente ricollegabile all’esercizio dell’attività agricola, ma è fondata sullo svolgimento di attività fisiche manuali e concrete proprie dell’agricoltura, o a queste strettamente connesse, funzionali o strumentali.
La tutela si estende anche all’attività di commercializzazione e distribuzione diretta dei prodotti e, più in generale, a quelle interferenti con l’ottimizzazione della coltivazione agricola, in quanto complementari a questa attività.
Oltre, quindi, a richiedere l’esercizio di una attività fisica o di carattere manuale-esecutivo, la tutela presuppone che l’intervento operativo non sia svolto a causa e per un diverso titolo, né nell’adempimento di un dovere o per un interesse personale dell’agricoltore, dove la connessione con la professione rurale è solo occasionale e del tutto accidentale.
Ad esempio, i momenti della denuncia, della tenuta e della contabilizzazione dei guadagni derivanti dall’esercizio dell’attività agricola (a fini fiscali, creditizi, del risparmio ecc.), che pur rilevano inscindibilmente con l’attività di gestione imprenditoriale dell’agricoltura, non hanno alcun collegamento materiale con l’attività agricola strettamente intesa, esistendo solo un legame soggettivo puramente accidentale (cfr. Nota Inail15 luglio 2013, n. 6048).

Per quanto riguarda la tutelabilità degli infortuni occorsi durante attività svolte unicamente per il soddisfacimento di esigenze personali e familiari, come stabilito nella nota 8320 bis del 18 aprile 2006, la giurisprudenza si è attestata sul principio secondo il quale l’attività agricola di produzione è tutelata indipendentemente dalla destinazione finale dei prodotti. Infatti, ai fini dell’indennizzabilità dell’infortunio rileva l’attività di produzione, se e in quanto caratterizzata dall’imprenditorialità intesa come destinazione al mercato dei prodotti del fondo. L’attività di trasformazione, invece, è oggetto di copertura soltanto se caratterizzata dall’imprenditorialità, dovendosi ritenere esclusa se destinata ad uso personale.
A titolo di esempio, se un agricoltore alleva uno o più suini, l’attività di allevamento è tutelata, senza che abbia rilevanza la distinzione tra animali destinati all’alienazione e animali destinati al consumo personale. Una volta che sia stato, però, individuato il capo destinato al consumo personale, l’attività di trasformazione delle carni non è tutelata, essendo venuta meno ogni connessione, sia pure indiretta, con l’attività protetta.
A conforto di ciò, la giurisprudenza di legittimità ha stabilito che “Gli infortuni sul lavoro in agricoltura sono indennizzabili, potendosi ritenere sussistente l’occasione di lavoro […], anche se al momento della prestazione non è possibile anticipare la destinazione finale del prodotto al mercato o all’uso domestico […]. E’ pertanto corretta la motivazione del giudice di merito secondo cui, dopo l’individuazione del suino come destinato al consumo domestico, non sussiste più la copertura infortunistica“.

Imprese armatoriali e di volo: nuovo servizio “Invio flussi InailMare”

Dal 15 luglio 2013 è attivo, per le imprese armatoriali e di volo, il servizio online “Invio flussi InailMare” che consente alle imprese armatoriali e di volo l’invio massivo all’Inail delle denunce inerenti i contributi di malattia e maternità.

Come noto, l’Inail provvede alla riscossione dei contributi di malattia e maternità e al pagamento delle relative prestazioni per il personale marittimo nonché alla riscossione dei contributi di maternità ed alla erogazione delle relative prestazioni per il personale di volo e per il personale amministrativo delle società di navigazione. A tal fine le imprese marittime e aeree provvedono a inviare la denuncia mensile dei contributi di malattia e maternità con i dati retributivi e contributivi individuali.

Le imprese armatoriali e di volo, che ad oggi effettuano tale adempimento tramite il servizio on line, dal 15 luglio 2013 potranno anche utilizzare il servizio “Invio flussi InailMare” – nella sezione “Assicurazioni per la gestione dei Contributi di Malattia e Maternità del personale della navigazione marittima e di quello della navigazione aerea” del Portale Inail – per trasmettere mensilmente all’Inail, con tutti i dati necessari richiesti, un file generato direttamente dalle procedure paghe utilizzate.

Il flusso può contenere denunce riferite a più armatori/datori di lavoro e, per ogni armatore/datore di lavoro, a più navi, aeromobili o unità amministrative. Ogni denuncia, presente nel flusso, è riferita a una singola posizione contributiva, identificata dal conto (datore di lavoro) e dal certificato (nave, aeromobile o unità Amministrativa).

Il servizio risponde alla necessità di consentire alle imprese l’invio massivo, in via telematica, delle denunce per l’autoliquidazione mensile dei contributi di malattia e maternità, attraverso un flusso dati generato autonomamente dai datori di lavoro. In questo modo le imprese possono anche riscontrare on line l’avvenuta presentazione della denuncia e verificare il relativo iter amministrativo.
 

Sisma 2012: nuovo modello per l’accesso al finanziamento

Il nuovo modello di comunicazione, approvato dall’Agenzia delle Entrate, per l’accesso al finanziamento per il pagamento dei tributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria a seguito del sisma del mese di maggio 2012, sostituisce quello precedente approvato e deve essere inviato entro il 31 ottobre 2013 (Agenzia Entrate – Provvedimento n. 85616/2013).

Il modello è reperibile in formato elettronico sul sito internet www.agenziaentrate.it.gov e deve essere trasmesso all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite un intermediario previsto dalla legge (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
Possono accedere al finanziamento:
– i titolari di reddito d’impresa che hanno i requisiti per accedere ai contributi;
– i titolari di reddito di lavoro autonomo e gli esercenti attività agricole in possesso dei requisiti per accedere ai contributi, limitatamente ai danni subiti in relazione alle attività dagli stessi rispettivamente svolte;
– i titolari di reddito di lavoro dipendente, proprietari di una unità immobiliare adibita ad abitazione principale classificata nelle categorie B, C, D, E e F della classificazione AeDES, limitatamente al pagamento dei tributi dovuti dal 16 dicembre 2012;
– i titolari di reddito di impresa industriale e commerciale, esercenti attività agricole, nonché titolari di reddito di lavoro autonomo, che hanno sede operativa ovvero domicilio fiscale, nonché il proprio mercato di riferimento nei comuni danneggiati, che possano dimostrare di aver subito un danno economico diretto, casualmente conseguente agli eventi sismici del maggio 2012.
Possono presentare la documentazione utile per accedere al finanziamento:
– i soggetti che non sono riusciti a provvedervi entro l’originario termine finale del 30 novembre 2012;

– i soggetti che hanno già utilmente rispettato il termine ultimo del 30 novembre 2012. In tal caso nella comunicazione si dovranno indicare solo gli ulteriori pagamenti per i quali si intende chiedere il finanziamento.

Il finanziamento può essere richiesto per il pagamento dei tributi, dei contributi e dei premi dovuti dal 1° luglio al 15 novembre 2013.