I datori iscritti al FIS, fino a 15 dipendenti, possono accedere alla CIGD nelle Regioni del D.L. 9/2020

I datori di lavoro iscritti al FIS che occupavano fino a 15 dipendenti, che nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, interessate dal D.L. n. 9/2020, non potevano fruire dell’assegno ordinario e risultavano privi di tutela, possono accedere alla cassa integrazione in deroga, per il periodo massimo di un mese. Per i periodi non già coperti dalla prestazione in deroga autorizzata dalla Regione interessata, possono invece accedere alle prestazioni garantite dal FIS per il territorio nazionale (Inps, messaggio n. 1478 del 02 aprile 2020)

Tra le varie misure di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art. 13, co. 4, del D.L. n. 9 del 2 marzo 2020, ha esteso la platea dei datori di lavoro che possono accedere alle prestazioni garantite dal Fondo di integrazione salariale (FIS) alle aziende che occupano più di 5 dipendenti, limitatamente ai datori che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per le unità produttive situate nei Comuni colpiti per primi dall’emergenza COVID-19, c.d.  “zone rosse” come individuate nell’Allegato 1 del D.P.C.M. del 1° marzo 2020:
1) nella Regione Lombardia:

– Bertonico;
– Casalpusterlengo;
– Castelgerundo;
– Castiglione D’Adda;
– Codogno;
– Fombio;
– Maleo;
– San Fiorano;
– Somaglia;
– Terranova dei Passerini.
2) nella Regione Veneto:
– Vò.
La previsione, peraltro, si applica anche alle unità produttive collocate al di fuori dei predetti Comuni, ma con esclusivo riferimento a quei lavoratori che, essendo residenti o domiciliati nei Comuni medesimi, non possano in alcun modo prestare la propria attività lavorativa, purché risultino alle dipendenze dell’azienda richiedente la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.
Il successivo art. 17, co, 1, del citato D.L. n. 9/2020, ha previsto poi che le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive ivi situate, nonché ai datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa in dette Regioni, limitatamente ai lavoratori residenti o domiciliati nelle predette Regioni, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di un mese, limitatamente ai lavoratori già in forza alla data del 23 febbraio 2020.
Infine, l’art. 19 del D.L.n. 18 del 17 marzo 2020, con il quale sono state emanate ulteriori norme speciali in materia di trattamento Cigo, assegno ordinario e Cigd, a valere sul territorio nazionale, ha esteso la possibilità di fruire della di assegno ordinario, con causale “COVID-19 nazionale”, anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti.
Orbene, per il periodo di copertura previsto dal D.L. n. 9/2020, i datori di lavoro iscritti al FIS che occupavano fino a 15 dipendenti, salvo che per le “zone rosse” dei Comuni individuati dal D.P.C.M. (art. 13, D.L. n. 9/2020), non potevano accedere all’assegno ordinario e risultavano privi di una tutela che li garantisse dalla sospensione o riduzione di orario per eventi oggettivamente non evitabili. Così, nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, interessate dal D.L. n. 9/2020, molti datori di lavoro iscritti al FIS con meno di 15 dipendenti hanno presentato domanda di accesso alla cassa integrazione in deroga alle suddette Regioni.
Pertanto, ad integrazione delle indicazioni di prassi già emanate (Inps, circolare n. 47/2020), su espressa indicazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per tali datori di lavoro, le domande presentate alle citate Regioni si considerano accoglibili per il periodo massimo concedibile (un mese) (art. 17, D.L. n. 9/2020). Le Regioni interessate, previa verifica del periodo di copertura della domanda, sono tenute ad inviare alla Direzione regionale dell’Inps di competenza il decreto con le modalità usuali, indicando esclusivamente il numero convenzionale “33192”, congiuntamente all’elenco di tali domande per consentire il pagamento della prestazione richiesta.
Evidentemente, i datori di lavoro così individuati potranno accedere alle prestazioni garantite dal FIS per il territorio nazionale (art. 19, D.L. n. 18/2020) esclusivamente per periodi che non risultano già coperti dalla prestazione in deroga autorizzata dalla Regione.

Confidi: derogati i termini di trasmissione della relazione di monitoraggio 2019

Con lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza dell’epidemia da COVID-19, la relazione di monitoraggio relativa all’anno 2019 deve essere trasmessa al Ministero dello Sviluppo Economico entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio di esercizio e comunque entro e non oltre il termine perentorio del 31 ottobre 2020 (Ministero Sviluppo Economico – circolare 01 aprile 2020, n. 1617).

La Legge di Stabilità 2014 ha previsto l’adozione di misure per la crescita dimensionale e il rafforzamento patrimoniale dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi (confidi), con il fine di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.
Successivamente sono stati definiti i criteri e le modalità di concessione di un contributo finalizzato alla costituzione di un apposito e distinto fondo rischi in gestione che i confidi utilizzano per concedere nuove garanzie agevolate alle piccole e medie imprese operanti in tutti i settori di attività economica. I confidi che hanno ottenuto il contributo sono tenuti a trasmettere annualmente al Ministero dello Sviluppo Economico, per il periodo di durata del fondo rischi, la relazione di monitoraggio entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio di esercizio, e comunque entro e non oltre il termine perentorio del 31 luglio di ogni anno.
Fatte tali premesse, con il Decreto CuraItalia, sono state previste misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 ed in particolare in materia di svolgimento delle assemblee di società, prevede, in deroga a quanto previsto dal codice civile, che l’assemblea ordinaria sia convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio e che tale disposizione trovi applicazione alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale resti in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza della epidemia da COVID-19.
La suddetta previsione, contenuta nel Decreto CuraItalia ha reso necessaria l’adeguamento dei termini per la trasmissione da parte dei confidi della relazione di monitoraggio relativa all’anno 2019, tenendo altresì conto delle difficoltà organizzative e logistiche connesse allo stato di emergenza sanitaria in corso.
In tal senso, in parziale deroga, la relazione di monitoraggio relativa all’anno 2019 dovrà essere trasmessa al Ministero entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio di esercizio e comunque entro e non oltre il termine perentorio del 31 ottobre 2020.

ARTIGIANATO: aggiornata la procedura gestione domande COVID-19

03 apr 2020 Il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA), ieri ha pubblicato l’aggiornamento delle procedure di gestione presentazione domande covid-19.

Al fine di semplificare e razionalizzare la presentazione delle domande COVID-19 sul Sistema SINAWEB, si riassumono di seguito le relative procedure.

REGISTRAZIONE E ACCESSO AL SISTEMA SINAWEB

– INSERIMENTO NEL SISTEMA DI NUOVE ANAGRAFICHE E ABBINAMENTO POSIZIONI

– PRESENTAZIONE E GESTIONE DOMANDE COVID-19

1 – le domande di assegno ordinario già in essere, devono essere completate prima di attivare domande covid-19.
2- le domande di assegno di solidarietà già in essere, possono essere interrotte per accedere alla domanda covid-19, mediante richiesta all’ente bilaterale competente per territorio. Inviare all’ente bilaterale regionale la data di fine dell’accordo di solidarietà.
3- richiesta ticketinps – contribuzione correlata (propedeuitico all’inserimento della domanda).
4- inserimento domanda covid-19 (procedura analoga assegno ordinario cfr guida sinaweb)
5- il sistema consente la presentazione delle domande covid-19 relative al periodo 23/02/2020 – 25/04/2020, fino al 31 maggio 2020
6- le domande covid-19 presentate fino al 31 marzo 2020, sono automaticamente prorogate da sistema al 25 aprile2020
N.b la variazione in questione è recepita dal sistema a partire dal 2 aprile 2020 e riguarda le domande in stato di salvata e protocollata – in caso di sospensione di lavoratori non inclusi nella domanda originale, per la competenza di aprile è necessario presentare una nuova domanda
7- l’accordo sindacale viene generato direttamente dal sistema a seguito della compilazione della domanda
8- la rendicontazione delle assenze è analoga a quella per l’assegno ordinario (cfr. Guida sinaweb) ma con la possibilità di omettere il file xml relativo all’uniemens
N.b i lavoratori che non hanno utilizzato la sospensione devono essere esclusi dalla rendicontazione tramite l’apposita funzionalità.
9- i dati delle domande possono essere modificati in autonomia con l’apposita funzionalità all’interno del dettaglio della domanda.
N.B A seguito della validazione delle assenze da parte dell’Ente regionale, per modificare una domanda è necessario inviare una mail con le seguenti caratteristiche
10- le domande possono essere annullate in autonomia con l’apposita funzionalità all’interno del dettaglio della domanda.
N.B A seguito della validazione delle assenze da parte dell’Ente regionale, per annullare una domanda è necessario inviare una mail.

EROGAZIONE PRESTAZIONI

1- a seguito della rendicontazione delle assenze da parte degli utenti aziendeconsulenti/centri servizi, l’ente bilaterale regionale effettua la validazione delle stesse
2- a seguito della validazione delle assenze, l’ente bilaterale regionale predispone l’ordine di pagamento (anche se l’azienda non risulta ancora in regola con la contribuzione)
N.b in base alla regione di riferimento, l’erogazione delle prestazioni può avvenire da parte dell’ente regionale oppure dalla sede nazionale.
3- l’ente bilaterale eroga la prestazione e conferma l’ordine di pagamento (in caso di pagamento da parte della sede nazionale, invia l’ordine a fsba che procede con l’erogazione e la conferma
N.B Al momento della conferma dell’erogazione il Sistema invia una mail all’utente che ha gestito la domanda. Per ragioni organizzative la conferma viene inserita entro 10 giorni

POSIZIONE CONTRIBUTIVA

1 – possono essere presentate domande anche senza regolarità contributiva
2- le aziende devono regolarizzare la posizione contributiva (ovvero 36 mesi di regolarità), l’importo è rateizzabile per un massimo di 12 mesi (nel frattempo le prestazioni possono essere erogate)
N.b l’impresa è invitata a comunicare se procederà alla regolarizzazione contributiva in un unico versamento oppure in modalità rateizzata, inviando una mail.
3- se l’azienda è di nuova costituzione, la regolarità decorre dalla competenza di assunzione del primo lavoratore
4- se l’azienda ha effettuato una trasformazione societaria o variazione csc, il versamento deve avvenire da tale competenza
5- per quanto riguarda le imprese del settore trasporto, la regolarità contributiva richiesta per accedere alle prestazioni decorre dalla data dell’accordo trasporto-fsba del 3/12/2017
6- i lavoratori inclusi nella domanda devono essere stati assunti prima del 23/02/2020
7- procedura di regolarizzazione pregresso.

COVID-19 – SCUOLE PRIVATE LAICHE ANINSEI: istruzioni per aderire a FIS e CIGD

Firmato il 30/3/2020, da ANINSEI e FLC-CGIL, CISL-SCUOLA, UIL-SCUOLA-RUA e SNALS-CONFSAL, l’accordo per informare lavoratori e istituti sulle modalità da seguire per aderire alla FIS e accedere alla CIGD

Le parti dopo approfondita riflessione e aver costatato il clima generale di disinformazione in cui si trovano le aziende a fronte di indicazioni provenienti dal Governo centrale e dalle Regioni (che a volte appaiono anche in contrasto) ritengono necessario proseguire una intensa azione di informazione alle aziende per mettere loro e i loro lavoratori nelle condizioni di poter accedere con facilità alle provvidenze di FIS e CIGD.
Le posizioni degli Istituti si possono ricondurre sostanzialmente a due: Istituti che possono ricorre al FIS e Istituti che devono ricorrere alla CIGD.
Per tutte e due le ipotesi, a prescindere dalla Regione in cui operano, le Parti invitano tutte le aziende a seguire la strada dell’accordo anche nelle situazioni in cui non è strettamente previsto.
Le Parti hanno predisposto le bozze di accordo, prevedendo tre situazioni:
1) Istituti che non hanno presentato domanda di FIS e intendono presentarla;
2) Istituti che devono presentare la domanda di proroga FIS;
3) Istituti con numero di dipendenti mediamente non superiore a 5 (ultimi 6 mesi) che intendono chiedere la CIGD, non potendo ricorrere al FIS.
In allegato al verbale firmato, vengono riportati i diversi modelli riferiti alle suindicate situazioni.

FAQ del MEF: sospese anche le dichiarazioni di successione

Tra le FAQ pubblicate si afferma che la proroga del termine per la presentazione delle dichiarazioni di successione potrebbe rientrare nella sospensione degli adempimenti tributari in senso lato (MEF – FAQ sul Decreto CuraItalia)

Alla domanda “Il Decreto Cura Italia sospende anche i termini di legge previsti per la presentazione delle dichiarazioni di successione (un anno dalla morte)?

Il MEF risponde che “la proroga di questo termine non è espressamente menzionata. Tuttavia essa potrebbe rientrare nella sospensione degli adempimenti tributari in senso lato, tenuto conto che la dichiarazione è presentata all’Agenzia delle Entrate e che essa è in funzione del pagamento dei tributi. Qualora il termine di presentazione della dichiarazione di successione scada nel periodo di sospensione compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 si applica la sospensione prevista dall’articolo 62 del Decreto Cura Italia e tale adempimento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno 2020.”.